A Sesto Calende il sindaco leghista Marco Colombo ha fatto eliminare dalla biblioteca comunale della sua città un libro sgradito, “L’idiota in politica”, perché parlava male della Lega.
L’ho letto qui, in coda a un pezzo che non c’entrava niente, ma non ci credevo. Mi pareva troppo grossa, far fuori dei libri. Lo facevano Hitler, Stalin, Pinochet.
Allora ho fatto un paio di telefonate e ho scoperto che il sindaco in giro si vanta della sua trovata: appena il libro è arrivato alla biblioteca comunale, uno di loro (anzi una, pare: l’assessore alla cultura Silvia Fantino Cardani) se l’è preso, formalmente in prestito. Ce l’ha da quattro mesi. Fra un po’ lo restituirà, andando in biblioteca con un altro leghista, che lo riprenderà subito dopo.
E così via, all’infinito: perché nessun cittadino di Sesto Calende possa sapere quanto è idiota l’idiota in politica.
Verso le nove del mattino di una giornata di fine novembre, in tempo di disgelo, il treno della linea ferroviaria Pietroburgo-Varsavia marciava a tutto vapore verso Pietroburgo. Il tempo era così umido e nebbioso che il giorno faticava a mostrarsi; già a una decina di passi di distanza dalla strada ferrata, sia a destra che a sinistra, era difficile scorgere qualcosa dai finestrini del vagone. Tra i passeggeri ve n’erano alcuni che tornavano in patria dall’estero, ma i piú pieni di tutti erano gli scompartimenti di terza classe, affollati di gente abbastanza misera che viaggiava per le proprie faccende e non veniva da molto lontano. Tutti, com’è naturale, erano stanchi, infreddoliti, con gli occhi cerchiati per la notte passata in bianco, e i loro volti apparivano giallastri in quella luce filtrata dalla nebbia.
L’idiota
