Non capiscono

Ciò che quelli come Bersani, D’Alema, Bossi e Casini non capiscono è che la vera antipolitica l’hanno fatta loro per anni.

Fottendosene dei risultati dei referendum, intascando milioni di euro alla faccia della crisi, mettendo amici e amici-degli-amici in CDA, commissioni, segreterie.

L’hanno fatta ogni volta che hanno detto una cosa in televisione e poi ne hanno fatta un’altra in Parlamento o nel chiuso dei loro uffici. L’hanno fatta ogni volta che hanno accettato di fatto una legge elettorale vergognosa come quella attuale, facendo finta di contrastarla a parole e utilizzandola anno dopo anno per sistemare personaggi inqualificabili. Hanno fatto dell’antipolitica il loro senso della vita protestando per le candidature “mafiose” degli altri e poi candidando essi stessi personaggi discutibili, accettando accordi con personaggi altrettanto discutibili, sostenendo per ragioni di comodo personaggi impresentabili.

Hanno fatto antipolitica ogni volta che hanno accettato lo status quo di un Paese che crollava, predicando bene e razzolando malissimo.

Ciò che ora sta cercando di contrastarli e di mandarli a casa non è antipolitica. E’ rabbia, disillusione, frustrazione, con punte qualunquistiche e populistiche alla Grillo. Chi sta cercando di mandarli a casa è gente, spesso, che fino all’altro ieri li ha votati pensando che avrebbero capito, alla fine, e che avrebbero davvero cambiato le cose perchè – pensavano, pensavamo – “i miei sono diversi”.

Ora che ci ritroviamo – chi con un pugno di diamanti, chi con un pugno di letame, chi con la Serracchiani e Veltroni, chi con “narratori della politica” circondati da ideologhi del secolo scorso, ci dicono che l’antipolitica è chi non vuole più votarli. Anche in questo sta la loro vergogna; nel non capire che hanno fatto il loro tempo, hanno arraffato quanto hanno potuto, ora è il momento che vadano, non abbiamo più bisogno di loro, non li vogliamo più. Basta.

Da questo letame nasceranno nuovi fiori, nascerà qualcosa di realmente diverso. Sarà sempre meglio che restare in questa melma maleodorante di facce tanto sorridenti quanto false.

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