Il tempo della parola

E quando fosse venuta la sua volta, che cosa avrebbe potuto dire, che cosa avrebbe potuto offrire in un giorno come quello, per rendere il viaggio un po’ più agevole? Per ogni cosa c’è una stagione. Sì. Il tempo della demolizione, il tempo della costruzione. Sì. Il tempo del silenzio e il tempo della parola. Sì, tutto questo. Ma che altro? Che altro ancora? Qualcosa, qualcosa…

E sull’una e sull’altra riva del fiume v’era l’albero della vita che dava dodici specie di frutti, rendendo il suo frutto per ciascun mese; e le fronde dell’albero erano per la guarigione delle genti.

Sì, pensò Montag, ecco ciò che voglio mettere da parte per mezzodì. Per mezzogiorno…
Quando saremo giunti alla Città.

[Ray Bradbury, Fahrenheit 451, traduzione di Giorgio Monicelli, Mondadori]

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Una risposta a Il tempo della parola

  1. Niarb ha detto:

    Forse era il più grande. Mi mancherà.

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