La coerenza innanzitutto

«Io penso – dice l’ex ministro degli Esteri Frattini – che sia una porcheria averla candidata. Che sia una porcheria che dinanzi al segretario politico Alfano che la invita a dimettersi, lei non si dimette. Sono stati gli errori di selezione delle candidature che non dovremo più rifare. È triste vedere che nella politica la cooptazione rischia di prevalere». «È il momento di rivedere profondamente i contenuti dell’azione politica del Popolo della Libertá. Noi stiamo da settimane, forse da mesi, arrovellandoci su queste diatribe tra ex An ed ex Fi, e stiamo perdendo di vista la sostanza, cioè i contenuti. Qual è l’identitá?», chiede. «Io ho cominciato nella mia vita a fare politica in un partito liberale che fu Forza Italia nel ’94, lì c’era una cosa chiara: meno Stato, mano burocrazia, meno tasse, più efficienza, più merito.»

Ricordiamo tutti infatti che quando furono costruite a tavolino le liste elettorali dal suo padrone Silvio, e soprattutto quando il nome della Minetti venne fissato sulla lista per la Regione Lombardia, alta e stentorea si levò la voce di Franco Frattini, il ministro con gli sci ai piedi, che gridava: “E’ una vergogna, una porcata! Il merito innanzitutto, altro che nominati e cooptati!”

Come direbbe la Polverina: A Frattì, mavvedi d’annattela apprenne in quer posto…

Foto ricordo dell’ultima seduta della Commissione Sport e Benessere – Regione Lazio.

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